
Ciao ragazzi,
vi ricordo che l’autodifesa, intesa come protezione personale in caso di aggressioni, tentativi di furto o molestie, non è la ricerca della perfezione tecnica tipica di un’arte marziale. È uno strumento pratico che deve darvi una possibilità concreta di mettervi in salvo.
Per riuscirci, dovete essere pronti a gestire situazioni di forte stress psico-fisico, mantenere lucidità mentale anche dopo uno spavento e saper valutare in pochi istanti il contesto che vi circonda: le persone presenti, il territorio, le possibili vie di fuga e i rischi immediati.
La difesa non è sempre solo arretrare o scappare subito. In alcuni casi significa anche accorciare la distanza, reagire con decisione e creare quel momento di shock o dolore che costringa l’aggressore a perdere presa, concentrazione e forza. Quella reazione serve esclusivamente a interrompere l’azione ostile e a permettervi di allontanarvi in sicurezza.
Nel sistema civile italiano questo rientra nel limite della legittima difesa: la reazione è ammessa se finalizzata alla fuga e alla protezione personale, e non se continua oltre il necessario trasformandosi in aggressione intenzionale.
Ricordate: l’obiettivo del cittadino non è neutralizzare definitivamente la minaccia, ma creare le condizioni per mettersi in salvo.
Il civile si difende per scappare in sicurezza.
Saluti Roland Marcoli

